Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo più famoso del mondo, è tornato. E non è solo, con lui ci sono anche Jigen, Goemon e Margot. Eppure non siamo in un racconto di Maurice Leblanc, o in un fumetto di Mangaka, o in un  film, un manga o un cartone animato: siamo qui e ora… ma come è possibile trovarsi oggi in un teatro, borseggiati proprio da Lupin in persona?!

Perché quando non si sa più come sbarcare il lunario in questo mondo difficile, a volte non si vede altra via d’uscita che utilizzare le proprie competenze per mettere su una banda di ladri…ma tutto questo senza tralasciare una certa classe e una certa “esigenza artistica”. Pertanto, perché non ispirarsi a uno dei propri eroi d’infanzia: lui, Lupin? E la cosa sembra funzionare bene, anzi forse fin troppo bene, fino a sfuggire loro di mano…e così il gioco alla sopravvivenza di quattro sprovveduti diventa una moda così diffusa tanto da costruire una sorta di realtà alternativa. Come uscirne?! Ma soprattutto: uscirne!

Io, me e Lupin Onda Larsen Teatro, Fondazione Tpe 2018

Quanto siamo condizionati nelle nostre azioni, ciò che ci piace, ci piace davvero o ce lo facciamo piacere?!

E le nostre identità, noi stessi, siamo ciò che siamo oppure diventiamo ciò che è necessario? E cosa altro potremmo essere?!

E quanta consapevolezza c’è, e quanta ne serve per riconoscere i condizionamenti che subiamo?

E cosa succederebbe se le mode prendessero ufficialmente e definitivamente il sopravvento (se così già non è)?

Onda Larsen Teatro, Fondazione Tpe 2018

Testo: Lia Tomatis

Regia: Alberto Oliva

Con Riccardo De Leo, Luciano Faia, Gianluca Guastella, Lia Tomatis

Disegno Luci: Mauro Panizza

Scene: Valentina Menegatti

Costumi: Augusta Tibaldeschi

Produzione: Fondazione Tpe, Onda Larsen Teatro

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