Sfavola – la non favola di tre non supereroi

Racconta una storia che ribalta le fiabe tradizionali. I protagonisti sono una Fata, un Mago e un Principe Azzurro, figure classiche dell’immaginario infantile che però si ritrovano in un mondo cambiato, dove i bambini sognano nuovi eroi e nuove narrazioni.

Il loro ruolo di salvatori perfetti sembra non servire più. Per una serie di imprevisti, i tre rimangono bloccati nella torre in cui il Principe ha sempre vissuto, isolato e solo.

Da questa situazione nasce un’avventura fatta di tentativi di fuga, litigi, ironia e riflessioni profonde.

Attraverso dialoghi vivaci e momenti di incomprensione, lo spettacolo affronta una delle grandi sfide contemporanee: la
solitudine. Essere individui, oggi, può significare sentirsi separati dagli altri, ma Sfavola ricorda che nessuno può salvarsi da solo.

Viene così introdotto il concetto di “condividuo” , una persona che esiste davvero solo all’interno delle relazioni e dei legami con gli altri. I bambini comprendono questo messaggio con immediatezza, perché vivono quotidianamente il valore dello stare insieme, del gioco condiviso e del bisogno reciproco.

Sanno che anche personaggi magici possono avere paura, sentirsi esclusi o dimenticati. Proprio per questo riescono a cogliere il cuore della storia: ogni individuo va riconosciuto e valorizzato per ciò che è e per ciò che può diventare, nel mondo in cui vive.